L'Internazionale Comunista comunica al mondo la morte di Antonio Gramsci

L'Internazionale Comunista così ne darà la comunicazione ai comunisti di tutto il mondo:
"Un nuovo anello si aggiunge alla catena dei delitti del fascismo contro la classe operaia, contro le masse lavoratrici, contro l'umanità. Il 27 aprile è morto a Roma, tra le mani dei carnefici fascisti, il compagno Antonio Gramsci, Capo della classe operaia e del Partito Comunista d'Italia.
Il compagno Gramsci, arrestato dai fascisti nell'ottobre 1926, è rimasto più di dieci anni in carcere.
La sua pena era spirata il 21 aprile 1937.
Egli è morto in carcere, malgrado fosse spirata la sua pena; egli è morto nel momento in cui la sua famiglia, i suoi compagni, tutti gli operai d'Italia potevano sperare che una volta in libertà egli avrebbe avuto la possibilità di ristabilire la sua salute distrutta da dieci anni di carcere. Gramsci è stato ucciso dal fascismo.
Egli è morto sotto le torture del fascismo italiano, che ha ucciso Matteotti e centinaia dei migliori figli della classe operaia d'Italia.
Egli è stato ucciso dai carnefici fascisti, che hanno annientato la libertà del popolo italiano e che ora tengono sospesa sui popoli del mondo intero la minaccia di una guerra sanguinosa.

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