Partito e società nella realtà degli anni ’80

Articolo su Rinascita, 6 dicembre 1982

Lo sviluppo impetuoso del movimento per la pace, caratterizzato da contenuti e forme di partecipazione in parte diversi da quelli propri dei partiti, ci consente di riproporre il tema delle novità che si vanno manifestando nel rapporto tra le masse e la politica, sul quale avemmo occasione di riflettere dopo la campagna referendaria sull’aborto.
    Già allora rilevammo la necessità, soprattutto per un partito come il nostro, di liberarsi definitivamente e rapidamente da una visione riduttiva della politica e della lotta politica, che tende a misurarne i risultati solo in termini di voti per i partiti, di numero di seggi nelle assemblee elettive, di peso espresso in numero di posti e posizioni di potere, di formazione di schieramenti politici, parlamentari e di governo. Tutte queste cose sono importanti e, spesso, decisive, ma esse non devono indurre i partiti – e comunque un partito quel è il nostro – a ignorare o anche solo a trascurare il carattere e il valore schiettamente politici di quei fatti ai quali danno luogo movimenti e organismi che, sulla base di bisogni di esigenze della più varia natura, si manifestano e si affermano nella società e anche fuori dei partiti e che sono indice e conseguenza, a un tempo, di questioni nuove da risolvere, di aspirazioni, idee, costumi e comportamenti nuovi del nostro secolo.

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Politica

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Il Compromesso nella fase attuale

Articolo su Rinascita22 agosto 1979

Nell’agosto del 1946, trentatré anni fa, Palmiro Togliatti scriveva per Rinascita un editoriale che, a rileggerlo oggi, offre l’occasione per meditare fruttuosamente sulle recenti vicende politiche italiane e sulle iniziative del nostro partito – di allora e di oggi – nell’individuare gli obiettivi e nel mobilitare unitariamente le forze capaci di salvare il paese rinnovandolo.

L’editoriale, scritto in un momento acuto dello scontro con De Gasperi sulla politica economica, era dedicato alla politica di Epicarmo Corbino (allora ministro liberale del Tesoro) e alla lotta dei comunisti e delle sinistre democratiche per dare un nuovo corso all’economia del paese. In esso, con scrupolosa e distaccata precisione, si fa il bilancio complessivo di quella fase della politica del Pci che Togliatti definì la fase di un «preciso compromesso» tra «le grandi ali» (quella progressiva e quella conservatrice) del «fronte antifascista».

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Politica

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Per la Liberazione della Donna

Discorso a Piazza Siena, 13 maggio 1979

Un uomo, un dirigente politico avverte oggi una certa difficoltà a parlare a un pubblico in così grande prevalenza femminile, che giustamente non tollera più discorsi vaghi e discorsi paternalistici. È una difficoltà: ma è tuttavia minore se si parla a nome di un partito come il nostro che – sia pure ancora con limiti e ritardi – è certamente il partito che più di ogni altro si è impegnato da anni, e si impegna, grazie anche al contributo delle sue militanti, a comprendere i problemi delle donne, a battersi con esse per risolverli, a cogliere e a far proprie le novità che vengono via via affiorando e si vanno affermando nella coscienza delle donne, nei loro movimenti di emancipazione e di liberazione.

Possono dire lo stesso gli altri partiti? Qualcosa si è già visto e saputo. Abbiamo letto ad esempio che nell’assemblea nazionale delle donne socialiste il discorso del segreta¬rio di quel partito è stato contestato: non solo e non tanto per avere egli imprudentemente riesumato – la scorsa l’state – la figura di Proudhon, un accanito ultra-antifemminista: e nemmeno soltanto per non essere in grado di dare sicuri affidamenti circa la elezione di un numero adeguato di candidate socialiste (nel disciolto Parlamento esisteva una sola rappresentante del PSI): ma soprattutto per non essere entrato nel merito delle questioni poste dalle compagne socialiste con un documento e con delle relazioni che dimostravano un serio e positivo impegno di elaborazione.

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Diritti

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La Democrazia è un valore universale

Discorso in occasione del 60° anniversario della Rivoluzione d’OttobreMosca, 3 novembre 1977

Cari compagni, rivolgo a tutti voi il saluto fraterno del Pci. Con legittima fierezza – come ha detto il compagno Breznev – i comunisti e i popoli dell’Unione Sovietica festeggiano i 60 anni della vittoria della Rivoluzione socialista d’ottobre, anni di un cammino tormentato e difficile, ma ricco di conquiste nello sviluppo economico pianificato, nella giustizia sociale e nell’elevazione culturale; un cammino nel quale grandeggiano il vostro contributo determinante con il sacrificio di milioni e milioni di vite umane, alla vittoria sulla barbarie nazifascista e la vostra costante opera per difendere la pace mondiale.

Con la Rivoluzione socialista del ’17 si compie una svolta radicale nella storia; e così la sentono anche oggi i lavoratori di tutti i continenti. La vittoria del partito di Lenin fu di portata veramente universale perché ruppe la catena del dominio, fino ad allora mondiale, del capitalismo e dell’imperialismo, e perché, per la prima volta, pose a base della costruzione di una società nuova il principio della uguaglianza fra tutti gli uomini.

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Democrazia

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