Sistema Formativo e agenzie formative (interpretazione italiana)

L’attuale pedagogia individua e adotta diverse “cornici” concettuali anche in relazione ad una molteplicità di problematiche formative. Si parla più in generale di “invarianti”, individuate come sottoinsiemi formativi tra questi:

  • IL SOTTOSISTEMA FORMATIVO FORMALE  È composto da un insieme di istituzioni intenzionalmente formative, secondo finalità indicate formalmente in un Programma ministeriale. Il principale è il sistema scolastico
  • IL SOTTOSISTEMA FORMATIVO NON FORMALE Corrisponde alle agenzie formative extrascolastiche caratterizzate da intenzionalità formativa. Soggetti che si pongono scopi formativi non formalizzati in un Programma del Legislatore, ovvero: il cui Progetto formativo non è stabilito giuridicamente. In questo quadro abbiamo: la famiglia, le Chiese, l'associazionismo, gli Enti locali
  • IL SOTTOSISTEMA FORMATIVO INFORMALE  Agenzie sociali che pur non possedendo autentici intenti formativi, producono comunque effetti considerabili come "formativi". In questo insieme sono identificati: - i mass media (ovvero: il sistema della comunicazione sociale), - le offerte formative di mercato (il cui intento primario è, ovviamente, il profitto), - i contesti sociali informali (per esempio: il cosiddetto "gruppo dei pari", il bar ecc.).

Sistema Formale

È l’apprendimento formale che si svolge negli istituti di istruzione e di formazione e porta all’acquisizione di diplomi e di qualifiche riconosciute;

Si tratta di quell’apprendimento che avviene in un contesto organizzato e strutturato (in un’istituzione scolastica/formativa), è esplicitamente pensato e progettato come apprendimento e conduce ad una qualche forma di certificazione.

Sistema non formale

È l’apprendimento connesso ad attività pianificate ma non esplicitamente progettate come apprendimento (quello che non è erogato da una istituzione formativa e non sfocia normalmente in una certificazione, ad esempio una giornata di approfondimento su un problema lavorativo nella propria professione)

L’apprendimento non formale è dispensato sul luogo di lavoro o nel quadro di attività di organizzazioni o gruppi della società civile (associazioni giovanili, sindacati o partiti politici). Può essere fornito anche da organizzazioni o servizi istituiti a complemento dei sistemi formali (quali corsi di istruzione artistica, musicale e sportiva o corsi privati per la preparazione ad esami).

Sistema informale

È l’apprendimento corollario naturale alla vita quotidiana. Contrariamente all’apprendimento formale e non formale, esso non è necessariamente intenzionale e può pertanto non essere riconosciuto, a volte dallo stesso interessato, come apporto alle sue conoscenze e competenze”.

Si tratta delle molteplici forme dell’apprendimento mediante l’esperienza risultante dalle attività della vita quotidiana legate al lavoro, alla famiglia, al tempo libero, non è organizzato o strutturato e non conduce alla certificazione (ad esempio un’appartenenza associativa).

Sempre nel Memorandum si parla di “istruzione formale” e di “istruzione non formale” e viene affermato che “l’ambiente informale rappresenta una riserva considerevole  di sapere e potrebbe costituire un importante fonte di innovazione nei metodi di insegnamento e di apprendimento”. Usando il termine “ambiente” il Memorandum spiega anche il neologismo “lifewide learning” come dimensione “orizzontale” della formazione continua, che, appunto, “può aver luogo in tutti gli ambiti ed in qualsiasi fase della vita”. In questa prospettiva si introduce con forza la “complementarietà dell’apprendimento formale, non formale e informale

Il sistema informale andrà quindi maggiormente indagato poiché acquista sempre più maggior peso e articolazione: entra prepotentemente in campo il sistema dei mass media ma anche dei personal media; è inoltre presente un variegato sistema di offerte formative di mercato, collegato alle nuove e inedite esigenze dei nuovi scenari sociali (corsi di informatica, di lingue straniere ecc.). 

Il sistema formativo complessivo è oggi percorso da dinamiche e da tensioni che producono tensioni e squilibri. Le dinamiche principali sono:

  • "esterne" riguardano la società nel suo complesso e investono anche il sistema formativo (p.e. la rivoluzione tecnologico-informatica)
  • e "interne" al sistema formativo ed appaiono ad esso specifiche del policentrismo formativo e quello dell'egemonia dell'informale e fanno registrare un decremento delle relazioni faccia-a-faccia. 

I processi di socializzazione, in parte, tendono a collocarsi al di fuori della comunicazione interpersonale diretta. 

La conoscenza assume uno stato "caotico", nel quale i vari "frammenti" si dispongono in configurazioni disordinate e mutevoli. 

L'apprendimento per "immersione" intuitiva e asistematica nel contesto cognitivo tende a sovrapporsi ed in buona misura a sostituire un apprendimento per assimilazione graduale, ragionata e preordinata del sapere

La causalità del processo formativo

Si deve guardare soprattutto al sistema dei mass media (e dei personal media) e quello delle offerte formative a pagamento (informatica, lingua straniera, attività fisiche ecc.). 

È qui che si verificato un modello spontaneo e casuale, senza un coordinamento e un tentativo di governare il processo e senza una vera e propria ricerca di raccordi  tra le agenzie stesse. Ecco perchè, il sistema formativo non si presenta soltanto in forma "policentrica", ma anche fortemente acentrica, senza un terminale di coordinamento e/o di un "baricentro" in grado di dare stabilità ed equilibrio al sistema nel suo complesso oltre ad essere frammentato, a causa dello scollamento tra l'azione delle varie agenzie. 

Inoltre, si deve precisare che le linee di frattura responsabili dell'attuale stato di disintegrazione del sistema formativo non si riscontrano soltanto lungo il confine tra sistema educativo formale e non formale da un lato, e l'ambito dell'informale dall'altro. 

Lo scollamento concerne i rapporti tra le stesse agenzie intenzionalmente educative: tra la scuola, la famiglia, l'associazionismo, la Chiesa, l'Ente locale, le connessioni appaiono sporadiche, deboli, incerte

A questo, si aggiunge il fatto che le agenzie del sottosistema informale perseguono scopi che non sono di natura formativa, puntando alla mera soddisfazione della domanda dei clienti/spettatori e all'espansione della quantità di questi. 

Il quadro che emerge è  caratterizzato da un sistema formativo caotico, nel quale l'individuo è bombardato dall'azione di molteplici agenzie del formale, del non formale e dell'informale, e nel quale gli effetti di tali agenzie interferiscono tra loro in maniera complessa.

In altri termini, in un sistema formativo reso "policentrico" dalla pluralità di agenzie, "acentrico" dall'assenza di coordinamento, "frammentato" dalla chiusura autoreferenziale delle agenzie, "discontinuo" per orientamenti idelogico-culturali, si assiste ad un indebolimento delle capacità di controllo sul percorso formativo da parte delle agenzie "storiche" intenzionalmente educative (la famiglia, la scuola). 

Un situazione, in cui il percorso educativo rischia di divenire casuale. 

L'attuale regime formativo sembra perciò aver creato il rischio dell'avvento di un'epoca post-educativa, nella quale cioè l'"educazione", se con questo termine si intende il risultato atteso di una azione formativa intenzionale, sembra correre il pericolo di diventare di fatto impossibile.

Ecco dunque l’egemonia dell’informale. In questo contesto contesto storico sociale, l'impatto formativo maggiore viene esercitato proprio dal sottosistema informale, e l'influenza delle agenzie intenzionalmente educative appare attualmente in declino

A determinare questo stato di cose contribuiscono:

  • la frammentazione del sistema educativo, 
  • l'invadenza delle agenzie dell'informale, 
  • l'aggressività delle offerte di mercato (continuamente dedite alla creazione di nuovi bisogni e alla loro saturazione)  
  • la pervasività dei mass media e dei personal media

In pratica siamo giunti al punto in cui si moltiplicano le informazioni disponibili, ma all'interno di una dimensione segnata dalla perdita di senso, dalla difficoltà ad attribuire significati alla propria esistenza, che sembra appiattirsi sull'esperienza dei consumi e sugli immaginari indotti dai messaggi pubblicitari. 

L'influenza formativa maggiore sembra esercitata dal sottosistema privo di intenzionalità educativa e la dilatazione delle occasioni formative che tale sottosistema crea appare disseminata di rischi diseducativi.

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