Progetto Biografie
È cura della Fondazione Elio Quercioli di ricostuire la storia del PCI e PDS Lombarda e Milanese attraverso la documentazione e la memoria dei cittadini e dei compagni.

Riccardo Terzi

Riccardo Terzi nasce a Milano l’8 novembre 1941. La madre, Maria Quadri, offre ai due figli e alla figlia un’educazione cattolica tradizionale. Il padre Benvenuto, chitarrista e compositore molto affermato, trasmette a Riccardo una passione musicale intensa e ininterrotta che si rivolgerà soprattutto al jazz.
Con la fine della guerra la famiglia si trasferisce a Bergamo. Terminato il liceo, Terzi si iscrive alla facoltà di filosofia presso l’Università degli Studi di Milano che ancora reca l’impronta di un pensatore illustre, antifascista e comunista, Antonio Banfi e dove insegnano, tra altri nomi importanti, Mario dal Pra e Enzo Paci. Non terminerà gli studi con la laurea ma li proseguirà per tutta la vita, mentre in quegli stessi anni si iscriverà alla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI), della quale diventerà presto dirigente, prima a Bergamo poi a Milano e infine a livello nazionale (dopo l’iscrizione al Partito Comunista Italiano) come responsabile degli studenti medi.

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Elio Quercioli

ElioQuercioliNon solo un antifascista, ma portatore sano di una laicità vera, e anche un antigolpista, come dimostra l’inserimento del suo nome nella lista dei 700 “enucleandi” da parte dei seguaci del generale De Lorenzo.
Elio Quercioli, comunista, riformista e personalità molto incline al dialogo, iniziò l’attività politica poco più che quattordicenne, quando con alcuni compagni di scuola del liceo “Manzoni” iniziò a maneggiare i primi volantini in difesa della pace.
Giornalista, sposò Mimma Paulesu nipote di Antonio Gramsci, fu direttore de La Voce Comunista e de L’Unità, si caratterizzò non solo per la spiccata propensione verso i temi dell’informazione e dei media, come dimostrato dall’apporto in sede parlamentare, ma soprattutto per la fitta rete di contatti di amicizie che riuscì a tessere, dagli avversari politici fino a mondi ideologicamente ai suoi antipodi, come banchieri e borghesia milanese.

È grazie alla sua figura che nel capoluogo lombardo venne costruito un legame tra Pci e Psi, utile per governare in giunte dove si realizzò nei fatti l’unità delle sinistre. L’ex sindaco di Milano Tognoli, del quale fu vice dal 1980 al 1985, lo definì un esponente dell’incontro tra comunisti, socialisti e socialdemocratici, fautore «di un riformismo attento al nuovo ed all’evoluzione in atto, moderno e moderato, gradito al mondo del lavoro ed ai ceti medi».

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Onorina Brambilla e Giovanni Pesce

Onorina Brambilla, "Sandra", figlia di operai, è un mirabile esempio del percorso compiuto da tante donne italiane che, all'8 settembre del '43 con l'occupazione straniera del Paese e il sorgere della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, non ebbero esitazioni a battersi per la libertà abbandonando casa, lavoro e affetti offrendo un contributo decisivo alla lotta e alla vittoriosa insurrezione.
La sua è la vita di una ragazza schierata con quel minuscolo ma temibile esercito del 3° Gap votato alle imprese più disperate, al limite dell'impossibile, nel cuore della metropoli, contro gli obiettivi strategici dei tedeschi e dei fascisti di Salò. Arrestata a Milano e torturata a Monza, fu internata nel lager "di transizione" di Bolzano e subì il dramma della prigionia in mano agli sgherri di Wernig.
Liberata il 30 aprile 1945, dopo una marcia a tappe forzate, a piedi, con altri compagni, attraverso la Val di Non, il passo della Mendola e quello del Tonale, Nori tornò in una Milano sconciata dalla guerra, dove riabbraccerà la famiglia e il suo comandante, Giovanni Pesce, "Visone", Medaglia d'oro della Resistenza ed Eroe Nazionale di cui il 14 luglio 1945 diverrà la compagna di una vita.
Non mancheranno i riconoscimenti partigiani: il diploma del Comando Alleato di Alexander e la Croce di guerra al "valor partigiano". Per decenni militante del Pci e poi di Rifondazione Comunista fu dirigente nazionale della Fiom-Cgil. Attiva nel mondo dell'associazionismo partigiano, nell'Anpi, nell'Aned e nell'Anppia. È stata presidente onoraria dell'Aicvas, l'Associazione degli ex-combattenti volontari antifascisti nella guerra di Spagna, dopo la scomparsa di Giovanni Pesce nel 2007. Nel 2006 è stata insignita della medaglia d'oro di benemerenza dal Comune di Milano città dove ha sempre vissuto. Nel 2010, ha fondato e costituito, con altri amici e compagni, l'associazione "Memoria Storica - Giovanni Pesce".

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Giuseppe Carrà

Giovanissimo è stato comandante partigiano della 108^ Brigata Garibaldi alla Breda, dove lavorava, fu eletto nel 1945 nella Commissione Interna e componente del Consiglio di Gestione. Nel 1949 viene licenziato per rappresaglia. 

Nel 1952 è eletto nella Segreteria Provinciale FIOM Milanese. 
Nella seconda metà degli anni '50 viene nominato assessore alla Sanità nella giunta guidata da Abramo Oldrini. 
Alla scomparsa di quest'ultimo diventa sindaco di Sesto San Giovanni dal 1962 al 1970. 

Dal 1972 e per tre legislature è stato parlamentare della Repubblica nelle file del Pci (Partito Comunista Italiano) e per molti anni ha ricoperto la carica di presidente della Polisportiva Geas.
 
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